Essa ha una prevalenza del 6%, nettamente superiore
alla patologia celiaca (1%) e alle allergie al frumento (0,1%).
Nonostante l’ampia prevalenza, la sensibilità
al glutine è stata presa in considerazione solo negli ultimi anni. Grazie ad
uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della School of Medicine dell'Università di Baltimora, guidati da Alessio Fasano, e della Seconda Università degli Studi di
Napoli, guidati da Anna Sapone si è giunti a definirne
cause e sintomi.
I
sintomi sono vari e comuni alla
celiachia:
· Gastroenterici: dolore addominale, frequente gonfiore
addominale (2/3 dei pz), meteorismo, aumento delle evacuazioni, diarrea
alternata a rari momenti di stitichezza.
· Extraintestinali: rash cutanei, crampi muscolari
· Comportamentali: stanchezza cronica, depressione, ansia, umore
instabile, emicrania ricorrente, astenia, annebbiamento mentale
· Neurologici: formicolii, neurite periferica
· Sistemici: anemia, dolori articolari, osteopenia
Pare che, oltre alla componente genetica,
grande ruolo giochi l’alimentazione e, in particolare, il fatto che
il grano che oggi consumiamo contenga il 12% di glutine in
più rispetto al normale. Si tratta dunque di una vera e
propria intolleranza del nostro organismo verso questo grano
“artificialmente arricchito”.
Il trattamento è la dieta rigorosa senza glutine e la rivalutazione periodica dei sintomi. Le
soglie di tolleranza possono essere differenti da individuo a individuo.
Poiché le dinamiche specifiche della patologia
sono ancora sconosciute e la diagnosi è sentenziata principalmente
sull’esclusione della celiachia e dell’allergia alle proteine del grano,
non è certo che come in quest’ultime il glutine debba essere escluso dalla
dieta a vita. E’ possibile che a distanza di tempo si riacquisti la tolleranza
al glutine ed è pertanto indicato rintrodurre dopo circa un anno alimenti
contenenti tale composto proteico per valutare l’eventuale esplicazione della
sintomatologia.
“Un
problema ignorato per anni. Pensavamo che i benefici legati al taglio del
glutine dalla dieta di queste persone fossero dovuti all’effetto placebo, ma
non è così“ spiega
Alessio Fasano “È una ricerca che cambia
completamente l’inquadramento di questi disturbi. Abbiamo dimostrato che esiste
un’entità clinica distinta dalla celiachia per patogenesi e geni coinvolti”.
Dietista
Sara Barbero
Bibliografia:
Riassunto di alcune nozioni esplicate nel corso FAD
(2012-2013): “Le reazioni al glutine:
allergia, celiachia, sensibilità al glutine”. Tra i docenti: Alessio
Fasano, Anna Sapone, Umberto Volta.
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