Stop alla pancia gonfia, pronti per la prova costume!


Lunedì 22 luglio 2013


Il gonfiore addominale è un disturbo fastidioso, non solo in vista della prova costume, ma perché spesso si accompagna alla stitichezza, al meteorismo e alla stanchezza. Le cause sono molteplici e più frequentemente correlate alla soggettività individuale, ovvero la capacità digestiva e di assorbimento di ogni individuo in relazione al proprio apparato gastro-enterico e alla reazione difensiva dell'organismo nei confronti di un alimento che è stato associato ad esperienze negative o che viene mal digerito. Nella maggior parte dei case la soluzione è un cambiamento delle proprie abitudini alimentari (quando sono escluse patologie importanti).

La prima regola 
quindi per aiutare e per garantire una buona digestione è la lenta masticazione. E’ importante dedicare il giusto tempo ai pasti, anche quelli consumati fuori casa (almeno 20 minuti a pasto). Non dimentichiamoci che la digestione inizia all’interno della cavità orale con l’amilasi salivare. Chi mangia velocemente ha maggior difficoltà a digerire.

Il gonfiore addominale è uno dei sintomi più comuni nelle intolleranze alimentari. La ripetizione sistematica di uno stimolo alimentare sul sistema immunitario può determinare uno stato infiammatorio diffuso dell'organismo che talvolta può sfociare nel gonfiore addominale.
L'infiammazione da cibo è dovuta alla reattività ad alcuni alimenti: sempre maggiore nell’Occidente è l’intolleranza al frumento e al lattosio, alimenti alla base della nostra alimentazione. L’assunzione giornaliera di prodotti a base di grano e latticini potrebbero portare un’ipersensibilità intestinale verso queste sostanze.
Spesso le persone che soffrono di pancia gonfia e meteorismo sono anche più sensibili ai lieviti e alle sostanze fermentate. Un altro elemento da considerare è il sale e i prodotti confezionati o trattati del commercio, spesso ricchi in sodio.

È allora necessario eliminare questi alimenti dalla dieta quotidiana  per risolvere il disturbo?

Non occorre eliminare gli alimenti verso cui si è intolleranti, ma diversamente da quanto si crede, una rotazione settimanale che preveda l’alternanza tra giorni in cui tali prodotti siano evitati e altri in cui siano rintrodotti è la giusta via per recuperare in qualche settimana la tolleranza alimentare.
In teoria tale dietà è consigliata a tutti!

Se il gonfiore continua a persistere e in assenza di altri disturbi o patologie, si consiglia una dissociazione alimentare: in particolare all'interno dello stesso pasto, evitare di associare gli amidi (pasta, riso, pane, pizza, ecc.) e le proteine (carne, pesce).
Inoltre è opportuno mangiare la frutta lontano dai pasti. E' bene limitare il consumo di legumi nei soggetti predisposti al meteorismo o, in alternativa, consumarli in passati dopo aver tolto la buccia.
Alimenti utili sono invece l'albicocca (emolliente e normalizzante l'alvo), l'ananas (antiputrefattivo), l'avena (antirritativa della mucosa), la carota (antiputrefattiva), il finocchio (antispastico e antimeteorico), il limone(antiputrefattivo e antifermentativo), la mela (antiputrefattiva, antisettica e regolarizzante dell'alvo), il miele (antiputrefattivo, antisettico e normalizzante l'alvo), il peperoncino.

Quando la componente nervosa è predominante è consigliato l’assunzione di una tisana di MelissaCamomilla e Passiflora: queste erbe sono infatti regolatori neurovegetativi, specifici per le somatizzazioni sull’apparato digerente.



                                                            Dietista 

                                                                   Sara Barbero


Sitografia
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