Il gonfiore addominale è un disturbo
fastidioso, non solo in vista della prova costume, ma perché spesso si
accompagna alla stitichezza, al meteorismo e alla stanchezza. Le cause sono
molteplici e più frequentemente correlate alla soggettività
individuale, ovvero la capacità digestiva e di assorbimento di
ogni individuo in relazione al proprio apparato gastro-enterico e alla reazione
difensiva dell'organismo nei confronti di un alimento che è stato associato ad
esperienze negative o che viene mal digerito. Nella maggior parte dei
case la soluzione è un cambiamento delle proprie abitudini
alimentari (quando sono escluse patologie
importanti).
La prima regola quindi per aiutare e per garantire una buona digestione è la lenta masticazione. E’ importante dedicare il giusto tempo ai pasti, anche quelli consumati fuori casa (almeno 20 minuti a pasto). Non dimentichiamoci che la digestione inizia all’interno della cavità orale con l’amilasi salivare. Chi mangia velocemente ha maggior difficoltà a digerire.
Il gonfiore addominale è uno dei sintomi
più comuni nelle intolleranze alimentari.
La ripetizione sistematica di uno stimolo alimentare sul sistema immunitario
può determinare uno stato infiammatorio diffuso dell'organismo che talvolta può
sfociare nel gonfiore addominale.
L'infiammazione da cibo è dovuta alla
reattività ad alcuni alimenti: sempre maggiore nell’Occidente è l’intolleranza
al frumento e al lattosio,
alimenti alla base della nostra alimentazione. L’assunzione giornaliera di
prodotti a base di grano e latticini potrebbero portare un’ipersensibilità
intestinale verso queste sostanze.
Spesso le persone che soffrono di pancia
gonfia e meteorismo sono anche più sensibili ai lieviti e
alle sostanze fermentate. Un altro elemento
da considerare è il sale e i prodotti
confezionati o trattati del commercio, spesso ricchi in sodio.
È allora necessario eliminare questi
alimenti dalla dieta quotidiana per risolvere il disturbo?
Non occorre eliminare gli alimenti verso
cui si è intolleranti, ma diversamente da quanto si crede, una
rotazione settimanale che preveda l’alternanza tra giorni in cui tali prodotti
siano evitati e altri in cui siano rintrodotti è
la giusta via per recuperare in qualche settimana la tolleranza alimentare.
In teoria tale dietà è consigliata a
tutti!
Se il gonfiore continua a persistere e
in assenza di altri disturbi o patologie, si consiglia una
dissociazione alimentare: in particolare all'interno dello stesso pasto,
evitare di associare gli amidi (pasta, riso, pane, pizza, ecc.) e le proteine
(carne, pesce).
Inoltre è opportuno mangiare la frutta lontano
dai pasti. E' bene limitare il consumo di legumi nei soggetti predisposti al
meteorismo o, in alternativa, consumarli in passati dopo aver tolto la buccia.
Alimenti utili sono invece l'albicocca (emolliente
e normalizzante l'alvo), l'ananas (antiputrefattivo), l'avena (antirritativa
della mucosa), la carota (antiputrefattiva), il finocchio (antispastico
e antimeteorico), il limone(antiputrefattivo e antifermentativo),
la mela (antiputrefattiva, antisettica e regolarizzante
dell'alvo), il miele (antiputrefattivo, antisettico e
normalizzante l'alvo), il peperoncino.
Quando la componente nervosa è
predominante è consigliato l’assunzione di una tisana di Melissa, Camomilla e Passiflora:
queste erbe sono infatti regolatori neurovegetativi, specifici per le
somatizzazioni sull’apparato digerente.
Dietista
Sara Barbero
Sitografia
http.//www.eurosalus.com

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