Da diversi anni i dolcificanti
sono al centro della nostra attenzione, validi sostituti dello zucchero
nella tutela del proprio peso e della propria salute. La dolcificazione
pertanto è considerata “benefica” purché sia dovuta all’uso di dolcificanti
ipocalorici.
Tuttavia non vi sono evidenze di dimagrimenti correlati all’uso di
questi prodotti nella dieta (siano essi l’aspartame, il sucralosio, il
fruttosio purificato, o la "stevia", dolcificante ipocalorico naturale di recente
comparsa sul mercato).
Recentemente numerosi studi, tra cui un
articolo di qualche mese fa, pubblicato sul Time nella sezione "Health and Family", hanno evidenziato una correlazione tra il
consumo di bibite light e l’obesità. Il problema non è la presenza o meno dello
zucchero, ma il segnale evoluzionistico indotto dalla dolcificazione: il sapore
dolce attiva un segnale di ricerca di ulteriori alimenti zuccherini o di cibi
calorici nelle ore successive (sia questo indotto dallo zucchero o dai
dolcificanti artificiali). Inoltre lo zucchero e la dolcificazione inducono una
dipendenza psicoemotiva, per l’azione sui medesimi nuclei cerebrali che
determinano la ricerca di calorie.
Finalmente oggi conosciamo le
motivazioni scientifiche alla base del legame dolcificanti artificiali e
obesità. Uno studio statunitense pubblicato recentemente su Diabetes Care spiega
in dettaglio come l’assunzione di un dolcificante ipocalorico induca nel pasto
successivo delle variazioni sulla regolazione dell’assorbimento del glucosio: i soggetti che avevano assunto dolcificanti artificiali (in confronto all’assunzione
di sola acqua) hanno presentato dopo il pasto successivo un picco glicemico
maggiore e un aumento dell’insulina con conseguente trasformazione dello
zucchero in grasso.
Una maggiore durata del picco insulinemico spiega l’incremento
di appetito e la ricerca ulteriore di zucchero nelle ore successive. Pertanto
il consumo di pasto a “zero calorie” induce un aumento di calorie introdotte
nel pasto successivo e una spinta metabolica verso l’ingrassamento.
Tutto ciò dovrebbe farci
riflettere sul pensiero semplicista alla base della nostra cultura alimentare e
spesso rivisitato nelle pubblicità: il sillogismo “zero zuccheri = stare in
linea” è oramai smentito.
Sitografia:
Attilio Speciani - "Dolcificanti aritificiali: fanno ingrassare anzichè dimagrire", 10 giugno 2013.
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