
Seth Blackshaw, del Dipartimento di Neurologia della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora, nel Maryland, ha scoperto che una dieta iperlipidica nei topi può determinare un’aumentata produzione di neuroni ipotalamici.
Lo studio, pubblicato il 25 marzo 2012 sulla
rivista Nature Neuroscienze, ha individuato
che il sito della neurogenesi (finora sconosciuto) è una specifica regione
dell'ipotalamo denominata eminenza mediana, una regione che regola il
comportamento alimentare, l’introito calorico e il dispendio metabolico.
La produzione dei nuovi neuroni, inoltre,
aumenta se i topi seguono una dieta ad alto contenuto lipidico.
Viceversa, bloccando la neurogenesi
si è riscontrato un incremento ponderale significativamente inferiore associato
ad un maggior dispendio energetico, nonostante i topi seguissero una dieta ad
alto tenore di grassi.
Pertanto: più grassi nella
dieta, più neuroni nell’ipotalamo.
Gli esiti dello studio rivelano che alcune correlazioni tra un regime alimentare scorretto e il sovrappeso potrebbero essere mediate dall'origine di nuovi neuroni ipotalamici, i quali potrebbero diminuire il dispendio energetico e promuovere l'accumulo di tessuto adiposo.
Gli esiti dello studio rivelano che alcune correlazioni tra un regime alimentare scorretto e il sovrappeso potrebbero essere mediate dall'origine di nuovi neuroni ipotalamici, i quali potrebbero diminuire il dispendio energetico e promuovere l'accumulo di tessuto adiposo.
Inoltre riferiscono che tale neurogenesi incrementa
per effetto di una dieta ad alto contenuto di grassi, aprendo la strada a nuovi
studi sul problema del sovrappeso nell'uomo.
E’ ben noto come diete ipercaloriche e iperlipidiche
comportano un maggior rischio di obesità e di patologie croniche correlate. Se
un simile meccanismo venisse scoperto anche negli esseri umani, si aprirebbe
una nuova frontiera per la ricerca di nuove vie terapeutiche per contrastare il
problema dell’obesità nell’uomo, indotto da una dieta scorretta e altamente
calorica.