Sabato 7 settembre 2013
La gluten sensitivity è una reazione avversa al glutine che non può essere inquadrata con i test diagnostici attuali né come celiachia né come allergia al glutine immmunomediata.
Essa ha una prevalenza del 6%, nettamente superiore alla patologia celiaca (1%) e alle allergie al frumento (0,1%).
Nonostante l’ampia prevalenza, la sensibilità al glutine è stata presa in considerazione solo negli ultimi anni. Grazie ad uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della School of Medicine dell'Università di Baltimora, guidati da Alessio Fasano, e della Seconda Università degli Studi di Napoli, guidati da Anna Sapone si è giunti a definirne cause e sintomi.
I sintomi sono vari e comuni alla celiachia:
- Gastroenterici: dolore addominale, frequente gonfiore addominale (2/3 dei pz), meteorismo, aumento delle evacuazioni, diarrea alternata a rari momenti di stitichezza.
- Extraintestinali: rash cutanei, crampi muscolari
-Comportamentali: stanchezza cronica, depressione, ansia, umore instabile, emicrania ricorrente, astenia, annebbiamento mentale
- Neurologici: formicolii, neurite periferica
- Sistemici: anemia, dolori articolari, osteopenia
Pare che, oltre alla componente genetica, grande ruolo giochi l’alimentazione e, in particolare, il fatto che il grano che oggi consumiamo contenga il 12% di glutine in più rispetto al normale. Si tratta dunque di una vera e propria intolleranza del nostro organismo verso questo grano “artificialmente arricchito”.
Il trattamento è la dieta rigorosa senza glutine e la rivalutazione periodica dei sintomi. Le soglie di tolleranza possono essere differenti da individuo a individuo.
Poiché le dinamiche specifiche della patologia sono ancora sconosciute e la diagnosi è sentenziata principalmente sull’esclusione della celiachia e dell’allergia alle proteine del grano, non è certo che come in quest’ultime il glutine debba essere escluso dalla dieta a vita. E’ possibile che a distanza di tempo si riacquisti la tolleranza al glutine ed è pertanto indicato rintrodurre dopo circa un anno alimenti contenenti tale composto proteico per valutare l’eventuale esplicazione della sintomatologia.
“Un problema ignorato per anni. Pensavamo che i benefici legati al taglio del glutine dalla dieta di queste persone fossero dovuti all’effetto placebo, ma non è così“ spiega Alessio Fasano “È una ricerca che cambia completamente l’inquadramento di questi disturbi. Abbiamo dimostrato che esiste un’entità clinica distinta dalla celiachia per patogenesi e geni coinvolti”.
Dietista
Sara Barbero
Bibliografia:
Riassunto di alcune nozioni esplicate nel corso FAD (2012-2013): “Le reazioni al glutine: allergia, celiachia, sensibilità al glutine”. Tra i docenti: Alessio Fasano, Anna Sapone, Umberto Volta.
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