Domenica 1 settembre 2013
Da diversi anni i dolcificanti sono al centro della nostra attenzione, validi sostituti dello zucchero nella tutela del proprio peso e della propria salute. La dolcificazione pertanto è considerata “benefica” purché sia dovuta all’uso di dolcificanti ipocalorici.
Tuttavia non vi sono evidenze di dimagrimenti correlati all’uso di questi prodotti nella dieta (siano essi l’aspartame, il sucralosio, il fruttosio purificato, o la "stevia", dolcificante ipocalorico naturale di recente comparsa sul mercato).
Recentemente numerosi studi, tra cui un articolo di qualche mese fa, pubblicato sul Time nella sezione "Health and Family", hanno evidenziato una correlazione tra il consumo di bibite light e l’obesità. Il problema non è la presenza o meno dello zucchero, ma il segnale evoluzionistico indotto dalla dolcificazione: il sapore dolce attiva un segnale di ricerca di ulteriori alimenti zuccherini o di cibi calorici nelle ore successive (sia questo indotto dallo zucchero o dai dolcificanti artificiali). Inoltre lo zucchero e la dolcificazione inducono una dipendenza psicoemotiva, per l’azione sui medesimi nuclei cerebrali che determinano la ricerca di calorie.
Finalmente oggi conosciamo le motivazioni scientifiche alla base del legame dolcificanti artificiali e obesità. Uno studio statunitense pubblicato recentemente su Diabetes Care spiega in dettaglio come l’assunzione di un dolcificante ipocalorico induca nel pasto successivo delle variazioni sulla regolazione dell’assorbimento del glucosio: i soggetti che avevano assunto dolcificanti artificiali (in confronto all’assunzione di sola acqua) hanno presentato dopo il pasto successivo un picco glicemico maggiore e un aumento dell’insulina con conseguente trasformazione dello zucchero in grasso.
Una maggiore durata del picco insulinemico spiega l’incremento di appetito e la ricerca ulteriore di zucchero nelle ore successive. Pertanto il consumo di pasto a “zero calorie” induce un aumento di calorie introdotte nel pasto successivo e una spinta metabolica verso l’ingrassamento.
Tutto ciò dovrebbe farci riflettere sul pensiero semplicista alla base della nostra cultura alimentare e spesso rivisitato nelle pubblicità: il sillogismo “zero zuccheri = stare in linea” è oramai smentito.
Sitografia:
Attilio Speciani - "Dolcificanti aritificiali: fanno ingrassare anzichè dimagrire", 10 giugno 2013.
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